Coniglio

240720131246
Aspetti positivi

· E’ intelligente, vivace e ama giocare (se non viene sempre tenuto rinchiuso)
· Si affeziona molto al proprietario
· E’ silenzioso e pulito
· Se sterilizzato, alimentato correttamente e vaccinato regolar- mente, ha pochi problemi di salute

Aspetti negativi

· Non ama la solitudine e richiede quindi molte attenzioni se tenuto da solo
· Può rovinare i mobili e sporcare in giro quando è lasciato libero
· Richiede una certa spesa per le cure veterinarie (vaccinazio- ni, sterilizzazione ed eventuali problemi di salute)
· Non è adatto a bambini piccoli o con maniere poco delicate
· Non è adatto a vivere rinchiuso
· I soggetti non sterilizzati possono presentare problemi di comportamento

Principali errori di gestione

· Alimentazione inadeguata, causa principale di problemi di salute
· Cadute dall’alto (dalle braccia, dalla terrazza)
· Mantenimento in una gabbia piccola e dal fondo inadeguato

Il coniglio rappresenta un eccellente animale da compagnia. Ha un carattere sociale, pertanto cerca spontaneamente la compagnia delle persone e può stabilire un forte legame affet- tivo con il proprietario. E’ intelligente e attivo, ama giocare ed interagire con le persone che lo accudiscono, purchè non rimanga costantemente rinchiuso in una gabbia e abbia la pos – sibilità di uscire regolarmente. Spesso può essere educato ad utilizzare la cassetta per i bisogni, anche se a volte si dimostra meno preciso e affidabile di un gatto.
Il coniglio, soprattutto se di taglia nana, non è invece indica- to come animale per bambini al di sotto di 6-7 anni, a causa della sua estrema fragilità. Accade spesso che in queste circo- stanze l’animale cada di mano al bambino fratturandosi un arto o i denti, o venga strapazzato come se fosse un oggetto di peluche. Inoltre i conigli non amano, in genere, essere solle- vati da terra e portati in giro in braccio.
Il coniglio richiede ogni giorno di essere accudito (la gabbia
deve essere pulita tutti i giorni) e lasciato per un po’ libero di muoversi al di fuori della gabbia, e questo richiede del tempo da dedicargli quotidianamente. Il coniglio in giro per la casa può provocare danni, lasciando in giro i suoi bisogni e rovi – nando il mobilio con i denti.

Classificazione e origine

Classe Mammiferi Ordine Lagomorfi Famiglia Leporidi Genere Oryctolagus Specie O. cuniculus

Il coniglio non appartiene all’Ordine dei Roditori, come comunemente si crede e come è tuttora riportato in certi dizio – nari, ma a quello dei Lagomorfi. I Lagomorfi si differenziano dai Roditori principalmente per la presenza di quattro incisivi superiori, mentre i Roditori ne possiedono due.
Esistono numerose razze di conigli (quelle riconosciute sono
più di 60), che variano notevolmente per taglia, struttura delle orecchie, colorazione, tipo di pelliccia, forma del cranio. Si va dalle razze giganti come il gigante fiammingo che può supe- rare gli 8 kg, al nano olandese che pesa meno di un kg. Tutte appartengono però alla stessa specie.
Il coniglio è originario dell’Europa del sud e del Nord Africa.
Già i Fenici, nei loro viaggi, ne conoscevano e apprezzavano le carni, tanto che chiamarono la Spagna “Terra dei Conigli” (i-shepan-im, da cui il nome poi latinizzato in Hispania). Gli antichi Romani ne iniziarono l’allevamento e anche, involon – tariamente, la diffusione, a causa di alcuni soggetti fuggiti che iniziarono a replicarsi allo stato libero adattandosi a diversi tipi di ambienti.
Furono i monaci medioevali che iniziarono il vero e proprio processo di addomesticamento, iniziando ad operare una sele- zione in base alle caratteristiche di docilità (adattamento alla cattività) e funzionali (taglia e tipo di mantello).

Comportamento e carattere

I conigli sono di natura animali socievoli, gregari e gerarchi – ci. Vivono in gruppi familiari, composti in media da 6-10 conigli, al cui intero si stabilisce una gerarchia: la femmina ed il maschio dominanti comandano sugli altri individui. Tramite le ghiandole poste sotto il mento e vicino all’ano marcano sia il territorio sia gli altri conigli, comportamento manifestato più frequentemente dagli individui dominanti. I diversi coni –
1
gli del gruppo si riconoscono tramite l’olfatto, e gli individui estranei, il cui odore non viene riconosciuto, vengono scaccia- ti. Il coniglio di casa mantiene questo comportamento: marca il territorio con il suo odore, in modo da renderlo “familiare”, e ricavarne quindi un senso di sicurezza. I conigli marcano in modo molto efficace anche con l’urina, come i gatti; questa fastidiosa abitudine viene eliminata con la sterilizzazione.
I conigli selvatici, soprattutto le femmine, scavano nel terreno
profonde e complesse tane sotterranee, composte da diverse camere e provviste di numerosi ingressi. Le tane sono spesso costruite al limite di zone boscose che bordano prati o campi coltivati. L’abilità di scavare tane permette ai conigli non solo di sfuggire ai predatori e di tenere i piccoli al sicuro, ma anche di mettersi al riparo dalle condizioni atmosferiche avverse.
I conigli passano la giornata al sicuro dentro le tane, ed escono soprattutto al crepuscolo e all’alba, in cerca di cibo. Si nutrono di erbe, foglie, germogli, radici e in inverno, quando il cibo scarseggia, anche della corteccia degli alberi. Sopperiscono ad una dieta relativamente povera dal punto di vista nutritivo con la coprofagia (l’assunzione delle proprie feci), che permette una più efficace utilizzazione dell’alimento sfruttando la digestione della fibra operata dalla flora intestinale.

Caratteristiche anatomiche e fisiologiche

Il coniglio è una preda per eccellenza, e la sua anatomia e psi- cologia sono adattate a questo suo ruolo nella catena alimenta- re. Questo mammifero ha due mezzi di difesa: una è l’immobi – lità totale, con il corpo appiattito al suolo, atteggiamento che utilizza nel tentativo di rendersi invisibile ai predatori, l’altro è la fuga precipitosa. La struttura corporea del coniglio si è evo – luta proprio in funzione di una rapida fuga, che gli consente di raggiungere la tana nel più breve tempo possibile. Il coniglio ha, infatti, uno scheletro leggero (rappresenta l’8% del peso corporeo) e una muscolatura ben sviluppata, caratteristiche che gli permettono di correre velocemente. Poiché lo scheletro è fragile, e la muscolatura degli arti posteriori molto forte, se l’a – nimale è afferrato in modo inadeguato e si divincola energica- mente, può con la forza dei suoi stessi muscoli causare la frat- tura o la lussazione della colonna vertebrale, paralizzandosi.
I conigli hanno una vista eccellente, con un campo visivo di quasi 190° per occhio, che permette di vedere in tutte le dire – zioni senza muovere la testa, con una visione binoculare ante- riormente, posteriormente e in alto. Davanti al naso è invece presente un punto cieco, per cui il coniglio afferra il cibo aiu – tandosi con il tatto fornito dalle labbra, anziché con la vista. A causa delle loro abitudini crepuscolari i conigli hanno una sen- sibilità alla luce otto volte superiore a quella umana: sono in grado di vedere nella penombra molto meglio di noi. Per quan- to riguarda la percezione dei colori, sembra che i conigli riescano a distinguere il blu ed il verde.
Le orecchie sono molto vascolarizzate e hanno un ruolo impor-
tante nella termoregolazione, dal momento che rappresentano il
12% della superficie corporea; sono delicate e sensibili, e non
devono mai essere utilizzate per afferrare il coniglio. I conigli utilizzano le orecchie anche per segnalare i loro stati d’animo: attenzione, irritazione, aggressività. In alcune razze nane le orecchie sono piuttosto piccole; le varietà di razze ariete hanno le orecchie pendenti, incapaci di movimento.

I denti costituiscono una struttura molto complessa e specializ- zata. La formula dentale è: 2/1 incisivi, 0/0 canini, 3/2 premo – lari e 3/3 molari; significa che da ogni lato della testa hanno due incisivi superiori e uno inferiore, non hanno canini, hanno tre premolari superiori e due inferiori, e tre molari superiori e tre inferiori. Dei quattro incisivi superiori, solo due sono visibili quando si scostano le labbra: gli altri, molto più piccoli, si tro – vano dietro. Gli incisivi inferiori sono due. Gli incisivi hanno la funzione di tagliare in pezzi della giusta lunghezza i fili d’er – ba afferrati dalle labbra.
All’interno della bocca, non visibili ad un esame diretto, si tro –
vano i denti interni, con cui il coniglio mastica il cibo. Dal punto di vista anatomico sono divisi in premolari e molari, ma hanno tutti un aspetto e una funzione simile, vale a dire masti – care e triturare il cibo.
Tutti i denti del coniglio, sia gli incisivi sia i denti interni, hanno la particolarità di essere a crescita continua, vale a dire che si allungano in modo continuo per tutta la vita. La loro lun – ghezza resta in realtà costante perché l’allungamento viene con – trobilanciato dal consumo causato dalla masticazione di ali – menti ricchi di fibra, quali erba, fieno, vegetali fibrosi. Se l’ali – mentazione invece non è corretta, ed è ricca di alimenti ener – getici e poco abrasivi (semi, cereali, carboidrati) si determina una grave patologia a carico dei denti, detta malocclusione.

La cavità toracica, che contiene il cuore e i polmoni, è relativa- mente piccola rispetto all’addome. Il coniglio è un erbivoro stretto, con un apparato digerente fortemente specializzato. Lo stomaco ha essenzialmente la funzione di immagazzinare il cibo ingerito, ed è costantemente pieno di alimento; anche dopo diversi giorni di digiuno nello stomaco è ancora presente del- l’alimento. Una particolarità dei conigli è che sono incapaci di vomitare.
L’organo più voluminoso dell’addome è rappresentato dall’inte- stino cieco, in cui si trovano batteri ed altri microrganismi che aiutano nella digestione dell’alimento, producendo sostanze utili come ad esempio molte vitamine.
Per il corretto funzionamento dell’intestino è di fondamentale
importanza che l’alimento contenga molta fibra (che si trova nell’erba, nel fieno e nelle verdure). La fibra infatti stimola la motilità intestinale e permette lo sviluppo di batteri benefici. Se la fibra è insufficiente, si possono avere problemi di rallenta- mento della motilità intestinale (e quindi un blocco o stasi) o lo sviluppo di batteri pericolosi, e quindi diarrea e anche morte. Anche i carboidrati sono dannosi per la salute dei conigli, per – ché permettono lo sviluppo intestinale di batteri pericolosi per la salute; pertanto a questi animali non devono essere sommi – nistrati alimenti quali dolciumi, biscotti, pane, fioccati, ecc.

2
Alternate alle normali feci dure, che vengono abbandonate in giro, i conigli producono un altro tipo di feci, dette ciecotrofo, che mangiano direttamente dall’ano appena emesse. Questo tipo di feci, più tenere e umide delle feci normali, e coperte di muco, sono ricche delle sostanze nutritive prodotte dalla flora batterica intestinale.

I testicoli fino a 12 settimane di età restano dentro l’addome, e poi scendono nello scroto attraverso un’apertura della parete addominale detta canale inguinale; il canale inguinale resta sempre aperto per cui i testicoli possono rientrare nella cavità addominale. Ogni testicolo è dotato di un proprio sacco scrota- le, quasi del tutto privo di peli. Il coniglio ha la caratteristica che, come i marsupiali, i testicoli si trovano davanti al pene anziché dietro.
Le mammelle sono 4-5 paia e si estendono dall’inguine alla gola; nei maschi i capezzoli sono rudimentali e non si vedono. Lateralmente al pene o alla vulva sono presenti due fossette, dette tasche inguinali, che contengono ghiandole odorifere uti – lizzate per marcare l’ambiente.

La cute, protetta dalla folta pelliccia, è molto sottile e delicata, ed è priva di ghiandole sudoripare; essendo incapace di sudare il coniglio tollera male le alte temperature. Le zampe non hanno cuscinetti plantari: la loro superficie inferiore è protetta da un folto rivestimento di pelo. Le dita, che sono 5 nelle zampe anteriori e 4 in quelle posteriori, sono tutte dotate di unghie non retrattili.

Riconoscimento del sesso

Accade spesso che al momento dell’acquisto il venditore non sappia indicare con precisione di che sesso è il coniglietto, per- ché nei coniglietti di poche settimane di età non è facile rico- noscere il sesso: sia il pene che la vulva si trovano alla stessa distanza dall’ano (uguale distanza ano – genitale), e hanno un aspetto molto simile. Saper identificare con precisione il sesso è di importanza fondamentale se si comprano due conigli anzi- ché uno: se non sono tutti dello stesso sesso si pone molto pre – sto il problema della sterilizzazione chirurgica, per evitare gra – vidanze indesiderate.
Il riconoscimento del sesso richiede un po’ di pratica, ma è fat- tibile anche in soggetti molto giovani. Si deve premere alla base dell’organo genitale per visualizzare lo sbocco dell’uretra: nel maschio è rotondeggiante, mentre nella femmina ha la forma di una fessura che si alluna fino alla base. In caso di dub – bio, è bene far confermare l’identificazione del sesso da parte di un veterinario esperto in conigli o da un allevatore.
Dopo i tre mesi di età nel maschio si verifica la discesa dei
testicoli che si localizzano ai lati del pene, e questo permette di identificare con sicurezza il maschio. Nel maschio adulto il pene, dopo essere stato sfoderato con una delicata pressione alla base, è ben riconoscibile, e permette di identificare il sesso anche nei soggetti sterilizzati.

Longevità

I dati riguardanti la longevità dei conigli tenuti come pet sono piuttosto discordanti. Nei testi meno recenti la vita media è considerata di 5-8 anni, ma con il miglioramento delle cono – scenze scientifiche, che hanno permesso di impostare una cor – retta alimentazione e di eseguire vaccinazioni sicure ed effica- ci, la durata della vita si è allungata a 10 anni e oltre. Il poten- ziale di vita è considerato di 15 anni.

Come maneggiare il coniglio

Saper afferrare un coniglio in modo corretto è molto importan- te per evitare di procurargli delle lesioni; i conigli hanno infat- ti un apparato scheletrico delicato, che può facilmente frattu – rarsi o in seguito ad una caduta o a causa della contrazione vio – lenta dei muscoli del posteriore, che può provocare la frattura della colonna vertebrale. Pertanto occorre porre molta cura a contenere il coniglio in modo sicuro e fermo, in modo che non cada e non si agiti violentemente.

Non si deve mai cercare di immobilizzare con la forza un coni – glio che lotta e si divincola: se l’animale cerca di resistere vio – lentemente perché non vuole essere afferrato deve essere immediatamente lasciato, e riavvicinato dopo un po’, quando si è calmato. Funziona bene avvicinare il coniglio in modo calmo, usando un tono di voce rilassato, ed eventualmente coprirgli occhi e carezzarlo dolcemente.
Esistono diverse tecniche per sollevare in modo sicuro un coni – glio. Un tipo di presa consiste nel far scivolare una mano sotto il torace afferrando saldamente gli arti anteriori, mentre l’altra mano afferra e sostiene gli arti posteriori. Con gli arti ben immobilizzati, e il peso del corpo sostenuto da entrambe le mani, si appoggia la schiena del coniglio contro il proprio tora – ce, con una presa sicura. Un coniglio spaventato può tranquil – lizzarsi se si infila la sua testa sotto un braccio, in modo da coprirgli gli occhi. E’ importante mantenere sempre intorno alle zampe una presa decisa, in modo da non farselo sfuggire nel caso compia movimenti improvvisi, e soprattutto non permet- tere alle zampe posteriori di scalciare.
I soggetti più spaventati e irrequieti possono, in caso di neces- sità, essere afferrati e sollevati dopo averli coperti ed avvolti con un asciugamano. Quando si ha a che fare con un coniglio spaventato si deve anche fare attenzione a non ricevere morsi, calci e graffi.
I bambini piccoli devono essere educati su come trattare il
coniglio, evitando di afferrarlo e portarlo in giro come un gio – cattolo, soprattutto se si tratta di conigli di taglia nana o molto giovani, che vengono spesso lasciati cadere dai bambini, ripor – tando come conseguenza fratture e lussazioni.
L’adozione

Il sesso

L’unica differenza sostanziale tra maschio e femmina consiste nel fatto che la sterilizzazione è più semplice nel maschio, e comporta quindi una spesa minore. A parte questo, tra maschio e femmina sterilizzati non vi sono grandi differenze: la personalità ed il carattere sono più che altro un fatto individuale. La sterilizzazione è sempre consigliabile. Un maschio non sterilizzato può avere la tendenza a marcare il territorio con feci e urine, e quindi sporcare di più in casa, e a montare i piedi o le mani dei proprietari, per cercare di
accoppiarsi. La femmina non sterilizzata può essere più
scontrosa e nervosa e andare incontro a problemi legati alla pseudogravidanza o a tumori dell’utero.

La razza

La razza ed il colore sono fattori puramente estetici, e non dovrebbero interessare nell’adozione di un
animale . Più importante è invece il discorso legato alla taglia. Vi è un forte e diffuso pregiudizio che solo i conigli di razza nana siano adatti al ruolo di animali da compagnia, ma questo è completamente falso. E’ come sostenere che i pinscher possono essere dei buoni cani da compagnia, mentre labrador o terranova no perché sono grandi. Al contrario, i conigli di razza nana sono generalmente più nervosi, sono più delicati per le loro piccole dimensioni (soprattutto nelle mani di un bambino) e sono molto più difficili da curare (fare un prelievo di sangue o una terapia endovenosa in un coniglio poco più grande di un criceto è certamente più difficile che farlo in un coniglio di tre chili). Ogni coniglio, di qualu nque razza, può essere un animale affettuoso e vivace, anche un coniglio “da carne”,
anche un coniglio di razza gigante. I conigli di alcune
razze nane, inoltre, essendo brachicefali (con il cranio più corto rispetto al normale, per conferire loro un etern o aspetto da cuccioli) tendono ad avere una malocclusione congenita dei denti incisivi.

Per quanto riguarda invece i conigli delle razze a pelo lungo, questi richiedono molte più attenzioni perché devono essere spazzolati tutti i giorni, altrimenti il loro mantello si trasforma presto in un ammasso infeltrito e inestricabile. Se non avete tempo e pazienza per questo
lavoro, optate per un animale a pelo corto, anche perché tosare i conigli non è facile.

Il numero di animali

Il coniglio è un animale socievole che ha bisogno di interagire con i suoi simili, o almeno con dei sostituti rappresentati dai proprietari: per questo è tanto affettuoso. Se non potete dedicare al coniglio del tempo tutti i giorni può essere una soluzione prenderne due, in modo che si fa cciano compagnia. Ovviamente un maschio e una femmina non sterilizzati non sono un’opzione valida, in quanto in pochi mesi vi trovereste ad affrontare un’esplosione demografica. Tenete presente che se adottate dei coniglietti molto piccoli
non è facile capire di che sesso sono, quindi potreste
trovarvi con una coppia di cui come minimo dovrete sterilizzare il maschio (e senza tardare, vista la precocità della maturità sessuale). Pertanto fate verificare il genere del coniglietto da una persona competente. In caso di animali sterilizzati, il numero massimo di animali che vorrete tenere dipenderà poi dal tempo e dallo spazio che potrete dedicare loro, e da considerazioni economiche per l’acquisto di gabbie e alimento e per le cure veterinarie.

Se volete tenere più di un animale, è preferibile adottarli insieme, in modo che imparino subito a convivere e non ci siano in futuro problemi di inserimento e accettazione di un animale “estraneo”.

L’età

Nei negozi si trovano spesso piccoli messi in vendita a
4-5 settimane, perché inteneriscano il possibile acquirente con la loro taglia minuta da “peluche”, e a volte per spacciare per nani soggetti di taglia media. Togliere i piccoli alla madre così piccoli è una crudeltà, ed è un ulteriore motivo per non comprare animali.

Non esiste un’età massima per adottare un coniglio: è un’ottima iniziativa dare casa a un coniglio già adulto, o addirittura anziano, che deve essere ricollocato per i motivi più diversi. Un coniglio già adulto è in genere più calmo, avendo già superato la fase di irruenza giovanile, e il suo carattere è noto e non riserverà sorprese. Inoltre si può abituare alla nuova casa e affezionare ai nuovi proprietari come qualunque altro animale, a meno che non sia stato trascurato o
maltrattato (nel qual caso p uò essere necessario un maggior periodo di adattamento e di “recupero”).

Dove prendere il coniglio

Sconsigliamo e scoraggiamo caldamente l’acquisto degli animali: di abbandonati ce ne sono già troppi. L’allevamento a scopo commerciale, anche nel mercato dei pet, significa sempre lo sfruttamento degli animali.
I riproduttori vengono tenuti in piccole gabbie e
sfruttati fino a che non sono più convenienti, e quindi eliminati. Buona parte dei piccoli muoiono in tenera età, oppure finiscono nelle mani di bambini incapaci di tenerli in modo adeguato, o eliminati quando il proprietario si stufa.

Se volete un coniglio pensate a uno dei tanti posti in adozione, anche se un po’ più grande, che ha bisogno
di essere ricollocato per vari tipi di problemi insorti con la precedente famiglia, o salvato da una situazione di maltrattamento. E’ un ottimo modo per rendere felice una povera bestiola abbandonata.
Sconsigliamo anche di comprare un coniglietto in cattive condizioni di salute visto in un negozio o un mercatino perc hé ci fa pena: in questo modo negozianti senza scrupoli non vengono certo incoraggiati a tenere gli animali in condizioni migliori. La cosa migliore da fare, se si vedono in vendita animali tenuti male, è di fare una denuncia per maltrattamento.

La scelta

Di solito nella scelta del coniglietto da adottare ci si basa su considerazioni principalmente estetiche (la taglia, il colore, il tipo di pelo, le orecchie dritte o pendenti), tutti elementi superficiali. Ogni animale è un individuo che merita rispetto, cure e amore: queste
sono le uniche considerazioni quando si vuole adottare
un coniglio. I volontari della AAE vi potranno consigliare in base al carattere dell’animale e alle vostre disponibilità. Ad esempio, un piccolo appartamento è più indicato per un soggetto anziano, mentre una casa con un ampio giardino per un coniglio giovane ed esuberante.

L’arrivo a casa

Al momento dell’adozione del coniglio, o meglio ancora prima di portare a casa l’animale, provvedete a procurarvi la gabbia, gli accessori e una scorta di fieno e pellet di buona qualità. Molto probabilmente
l’alimentazione somministrata in negozio non sarà stata corretta, per cui il cambio di dieta deve essere fatto con un po’ di gradualità e di accortezza per evitare disturbi intestinali. Se il coniglietto aveva a disposizione solo alimenti secchi, l’erba e le verdure vanno lasciate a disposizione solo dopo alcuni giorni, in modo graduale. Un controllo costante dell’aspetto delle feci garantisce che l’intestino funzioni regolarmente; la comparsa di diarrea va invece considerata un campanello di allarme.
Il primo giorno il coniglio deve essere lasciato tranquillo nella gabbia, per dargli modo di ambientarsi, anche se bisogna resistere alla tentazione di coccolarlo.

E’ un errore lasciarlo subito libero di girare per tutta la casa, perché in questo modo ci sono poche possibilità di insegnargli a sporcare nella cassetta. Solo quando usa la cassetta dei bisogni con regolarità, gli si deve permettere di uscire dalla gabbia, lasciando però inizialmente a disposizione un’area piuttosto ristretta, in modo che continui ad usare la cassetta che continuerà ad avere nelle vicinanze. L’uso regolare della cassetta sarà premiato con un ampliamento graduale dello spazio a disposizione. Può eventualmente rendersi necessario, con il tempo, la
sistemazione di più cassette in punti strategici, in modo che ce ne sia sempre una vicina all’occorrenza.

La prima visita veterinaria

Se avete preso un coniglio in un negozio (cosa che sconsigliamo), d opo l’acquisto fatelo vis itare prima possibile . Dovete informarvi in anticipo di dove reperire un veterinario che tratti questo tipo di animali; non affidatevi a un veterinario qualunque: la fisiologia
e le patologie del coniglio sono profondamente diverse da quelle di cani e gatti, e non conoscendole si possono fare davvero danni gravi.

Il coniglietto deve essere portato in ambulatorio nella sua gabbia, se non è troppo ingombrante, o in alternativa in un trasportino per gatti, mettendo sul fondo dei giornali per assorbire l’urina. Non lasciate nella gabbia o nel trasportino il beverino per l’acqua, che a causa dei movimenti del trasporto finirebbe per spandere tutto il contenuto inzuppando il fondo. Portate con voi un campione del mangime, per valutarne l’adeguatezza, e un campione di feci per una ricerca dei parassiti intestinali. Il veterinario durante la prima
visita non solo valuta lo stato di salute del coniglietto, ma verifica che sappiate come alimentarlo ed allevarlo correttamente. Nel corso della visita potrete anche chiedere chiarimenti su eventuali dubbi che potete avere sulla corretta gestione dell’animale.

Secondo la situazione locale, il veterinario stabilirà eventualmente un piano vaccinale contro la mixomatosi e la malattia emorragica virale.

L’alimentazione

Una dieta corretta è fondamentale per la salute del coniglio: la stragrande maggioranza dei problemi di salute dei conigli da compagnia sono infatti causati da alimenti inappropriati. Purtroppo su questo argomento circolano molte informazioni sbagliate, a detrimento della salute di questi animali. I coni- gli sono erbivori, e in natura consumano una dieta ricca di fibra e povera di carboidrati e di grassi: erba, piante di campo, foglie, germogli. La fibra è indispensabile al benes- sere del coniglio: stimola la motilità intestinale e favorisce lo sviluppo di una flora batterica benefica che protegge dalle infezioni intestinali e quindi da problemi di diarrea; permette un adeguato consumo dei denti prevenendo i problemi di malocclusione, lo tiene impegnato perché richiede una masticazione prolungata, impedendogli di annoiarsi e svilup- pare problemi di comportamento. Inoltre previene l’obesità, che causa molti problemi di salute e accorcia la vita del coniglio.

Fieno

La base dell’alimentazione deve essere rappresentata dal fieno, che deve essere sempre disponibile in quantità illimi – tata: apporta al coniglio tutti gli elementi nutritivi di cui ha necessità ed è ricco di fibra.. Il fieno deve essere fresco e pulito; va scartato se sono presenti muffe. Il fieno fresco è di colore verde, di odore aromatico e privo di polvere. Il fieno più adatto ai conigli è quello di erbe miste (fieno di prato polifita); il fieno di erba medica, al contrario, è eccessiva – mente ricco di calcio e può causare problemi nei conigli che hanno terminato l’accrescimento.

Erba

L’erba fresca costituisce l’alimento ideale dei conigli, quello che consumano in natura. Apporta gli stessi benefici del fieno, e garantisce un consumo dei denti anche maggiore. Se possibile, si deve permettere al coniglio di brucare libera- mente da un prato o un giardino: ciò gli consente anche di fare attività fisica e di godere dei benefici del sole. In tal
caso occorre prendere ogni precauzione per evitare la fuga e
l’attacco da parte di altri animali quali cani o gatti. In altera- tiva, l’erba può essere raccolta e messa nella gabbia dell’ani –
male, avendo l’accortezza di eliminarla prima che appassisca
e fermenti. L’erba secca invece non dà nessun problema. L’erba destinata all’alimentazione del coniglio non deve essere stata contaminata da nessuna sostanza chimica (anti – parassitari, diserbanti, scarichi delle automobili).

Vegetali

Verdure fresche e pulite possono costituire una buona inte – grazione alla dieta; tutte le verdure adatte all’alimentazione umana sono anche adatte al consumo da parte dei conigli: radicchio, insalata, carote, foglie di carota, coste, cicoria, broccoli, endivia, cetrioli, ecc. Si deve evitare l’insalata bra – siliana, in quanto è particolarmente scarsa dal punto di vista nutritivo. Il coniglio può avere a disposizione verdura fresca in quantità illimitata. Il preconcetto che la verdura fresca causi al coniglio disturbi intestinali è del tutto infondato, salvo il caso di un cambio brusco di alimentazione in un ani – male che è sempre stato alimentato con cibi secchi; in tal caso l’introduzione dei vegetali deve avvenire con molta gra- dualità.
La verdura bagnata, in un coniglio abituato ad una dieta
ricca di vegetali freschi, non causa nessun disturbo digesti- vo; fanno eccezione l’erba medica ed il trifoglio, che essendo molto ricchi di proteine se dati bagnati possono causare meteorismo (sviluppo di gas per i processi di fermentazio – ne).

Frutta

La frutta deve essere somministrata in quantità molto mode – rata, perché può dare problemi di obesità. Non ci sono parti – colari restrizioni per quanto riguarda i tipi di frutta da som- ministrare.

Pellet

Il pellet è un mangime composto da cilindretti di fieno pres- sato; può rappresentare un’integrazione dell’alimentazione, soprattutto per soggetti in crescita o in riproduzione. Non è tuttavia indispensabile per una corretta alimentazione. Un buon pellet deve contenere almeno il 18% di fibra, e dare un apporto di calcio moderato. Sono da evitare i pellet che con- tengono una dose di fibra insufficiente, o che sono composti di cereali.
Il pellet deve essere somministrato in quantità limitata, in
7
genere 1-2 cucchiai al massimo per giorno. In caso di obesi- tà deve essere ridotto o anche eliminato.

Le miscele commerciali (cosiddetti “mangimi per coni- gli”)

Gli alimenti per conigli costituiti da miscele di semi e cereali (girasole, mais, grano, riso), fioccati, frutta secca e simili, venduti come mangimi per conigli da compagnia, sono com – pletamente controindicati: essendo troppo ricchi di grassi e carboidrati, poveri di fibra e di calcio, predispongono il coniglio a gravi disturbi e sono la causa principale di proble- mi di salute nei conigli. Di conseguenza non devono mai essere somministrati, neanche occasionalmente. Con il
tempo causano gravi patologie dentali (malocclusione e secondariamente ascessi della testa) perché non permettono un adeguato consumo dei denti. Contengono una quantità di calcio scarsa, che predispone a problemi scheletrici, mentre il livello eccessivo di grassi predispone all’obesità. Non hanno abbastanza fibra e al contrario la quantità di carboi- drati (amido) è elevata, per cui possono causare disturbi intestinali come stasi o diarrea. I conigli sono erbivori, non granivori, e questa loro caratteristica fisiologica deve essere rispettata se si vuole che restino sani. Le patologie che
comunemente si vedono nei conigli da compagnia alimentati
con questi mangimi non esistono nei conigli selvatici che si nutrono di erbe di campo.

Alimenti proibiti

Oltre alle miscele di semi, granaglie e fioccati, non fanno parte dell’alimentazione naturale del coniglio, e possono cau- sare gravi disturbi intestinali, i carboidrati: pane, biscotti, fette biscottate, grissini e simili. E’ un’idea tanto diffusa quanto completamente sbagliata che il pane secco faccia
bene ai denti: per consumare i denti il coniglio ha bisogno di
masticare fieno, erba e verdure. Non dimentichiamo poi che quando parliamo di consumo dei denti ci riferiamo anche ai denti interni, molari e premolari, che non subirebbero alcun consumo con la masticazione del pane sbriciolato dagli inci-
sivi ed impregnato di saliva.
Lo zucchero e gli alimenti zuccherati favoriscono lo svilup- po di batteri intestinali dannosi, causa di diarrea e anche di morte, e non devono mai essere offerti, come si devono evi- tare tutti i tipi di snack a base di cereali, semi, melassa e frutta secca che si trovano in vendita per conigli e roditori. Sono tossiche la cioccolata e le parti verdi (comprese le foglie) di patate, pomodori e melanzane.

Vitamine ed sali minerali

Di norma non serve somministrare ai conigli vitamine ed sali minerali. Questi animali producono a livello del cieco quasi tutte le vitamine di cui hanno bisogno, per effetto dei batteri intestinali, e le assumono poi ingerendo il ciecotrofo. Se esposto alla luce solare diretta, anche per brevi periodi, il coniglio sintetizza spontaneamente la vitamina D di cui ha bisogno.
Le verdure sono ricche di sali minerali. Il mangime in pellet
è quasi sempre ricco di integrazioni minerali e vitaminiche (a volte anche in eccesso). Al contrario, un’integrazione eccessiva con alcuni tipi di vitamine e di sali minerali può causare problemi di salute (soprattutto per quanto riguarda la vitamina D e il calcio). Se fornite un’alimentazione corretta non date integrazioni di alcun tipo.

Acqua

Nella gabbia deve essere sempre presente un contenitore di acqua fresca e pulita. I contenitori ideali sono gli abbevera- toi a goccia, che impediscono al coniglio di sporcare o rove – sciare l’acqua. L’abbeveratoio deve essere lavato tutti i gior- ni, e disinfettato almeno una volta la settimana; un paio di volte al giorno è opportuno controllare se funziona corretta- mente, perché questo tipo di contenitori a volte si blocca o perde svuotandosi completamente. Se i conigli hanno a dis- posizione molta verdura fresca in genere consumano poca acqua.
L’alloggio

La gabbia

I conigli non sono animali “da gabbia” (in effetti non esisto- no animali da gabbia!); non sono adatti a vivere costante- mente confinati in gabbia, che rappresenta pur sempre una specie di prigione. Tuttavia nei momenti di riposo e quando non sono sorvegliati, per la loro sicurezza devono essere tenuti rinchiusi (a meno che non si decida di allestire una stanza appositamente dedicata a loro).
Le dimensioni minime della gabbia dipendono dal tempo
che il coniglio vi resta rinchiuso (può anche essere di dimen- sioni ridotte se passa molto tempo fuori) e dalla sua taglia (ovviamente maggiore è la taglia più spazio richiede l’ani- male).
La gabbia deve essere abbastanza ampia da alloggiare como – damente una cassetta per i bisogni e una piccola casetta che funga da tana, o quantomeno un giaciglio (altrimenti il coni – glio andrà a dormire nella casetta per i bisogni).
Il tipo di fondo è molto importante per la salute dei piedi del coniglio: un fondo di griglia è sconsigliato e può predisporre a problemi di pododermatite (infezioni dei piedi). Il substra- to ideale deve essere morbido, pulito e asciutto. Si può porre sul fondo del materiale assorbente come carta, pellet di tuto – lo di mais, segatura, e sopra di questo uno spesso strato di fieno che assicura ai piedi dell’animale il massimo benesse- re. Un altro materiale adeguato è rappresentato dal pellet di carta riciclata, in vendita nei negozi per animali come lettie- ra per gatti. Il pellet di tutolo di mais, e ancor di più il ghiai- no per gatti o il granulato per roditori non sono assolutamen- te adeguati, mentre possono essere impiegati nella cassetta
dei bisogni. I trucioli non sono indicati per i conigli a pelo lungo (angora, Jersey wooly) perché si aggrovigliano al pelo.
Il materiale del fondo deve essere rimosso e sostituito tutti i giorni. I conigli producono abbondanti deiezioni e urinano molto; questo materiale, se lasciato per giorni nella gabbia, causa problemi di salute (infezione ai piedi per la sporcizia e problemi respiratori per i vapori di ammoniaca).
La gabbia non deve rappresentare per il coniglio una prigio – ne ma la sua tana, in cui ritirarsi quando vuole riposare o mangiare. Quando il coniglio sceglie di rientrare nella gab- bia si deve rispettare la sua privacy, evitando di disturbarlo o
di tirarlo fuori di peso. Molti conigli reagiscono aggressiva- mente quando i proprietari mettono le mani nella gabbia per le pulizie o per tirar fuori l’animale. Si tratta di un comporta- mento relativamente normale (il coniglio difende il suo terri- torio). Per evitare questo inconveniente è sufficiente metter mano alla gabbia quando il coniglio è uscito di sua sponta- nea volontà.

Fuori dalla gabbia

Come rendere sicura la casa (“a prova di coniglio”)

Perché il coniglio rappresenti veramente un animale da com- pagnia, e possa mostrare tutta la sua personalità e la sua intelligenza, è necessario permettergli di uscire dalla gabbia, esplorare l’ambiente e interagire con i membri della famiglia. Questo deve avvenire in un ambiente sicuro e controllato,
per evitare sia che si faccia del male, sia che danneggi l’arre – damento. Uno dei pericoli principali è costituito dai fili elet- trici, che masticati possono causare la morte dell’animale. I fili elettrici, dell’antenna TV, del telefono, del computer, devono essere sistemati in modo da non essere raggiungibili (ad esempio fissandoli in alto) oppure vanno protetti facen- doli scorrere dentro tubi di plastica.
Altri pericoli possono essere rappresentati da piante da appartamento (magari non tossiche di per sé, ma trattate con sostanze tossiche), sigarette, farmaci, prodotti per la pulizia della casa. La stoffa, se ingerita, può causare un blocco inte- stinale.
Un pericolo a cui spesso non si pensa è rappresentato dal sacchetto di pane raffermo o da una scatola di biscotti, che possono causare al coniglio un’enterite mortale se ne mangia certa quantità di questi alimenti.
Altro genere di pericolo è rappresentato dalle cadute dall’alto (da terrazze e balconi) e dalla presenza in casa di altri ani- mali, in particolare cani e furetti.

Come impedire al coniglio di danneggiare la casa

Per i conigli è un comportamento naturale esplorare l’am – biente con i denti, rosicchiando quanto capita a tiro. Per evi – tare che questo si traduca nella distruzione di mobilio, tappe –

9

ti, coperte, tende e tappezzerie si deve da un lato tener d’oc- chio il coniglio, fin che non ha imparato a comportarsi bene, dall’altro offrirgli la possibilità di dirigere questo suo com – portamento verso altri oggetti. Per quanto riguarda il primo punto, le prime uscite dalla gabbia devono avvenire sotto stretta sorveglianza; ogni volta che il coniglio inizia a rodere un oggetto vietato, gli si deve mettere davanti alla bocca la mano dicendogli “No!” in tono deciso, ma senza mai punirlo fisicamente.
Allo stesso tempo si deve permettere all’animale di sfogarsi con giocattoli e passatempi innocui, ad esempio palline di plastica dura, tubi di cartone, pezzetti di legno, giocattoli per neonati, cesti di vimini non trattati con vernici. Si possono costruire dei divertenti passatempi praticando delle aperture su scatoloni collegati tra loro con dei tunnel di tubi, o riem – pendo uno scatolone di fieno. Ogni giocattolo deve essere in materiale non tossico, e va eliminato se il coniglio tende a roderlo e ad ingoiarne i pezzi. Anche il cartone, se ingerito
in una certa quantità, dà problemi di costipazione.
Un passatempo gradito da alcuni conigli, che coinvolge direttamente il proprietario, consiste nel fare il tiro alla fune con un pezzo di stoffa, o giocare a rincorrersi.

Di solito, passato il primo anno di vita, il coniglio diventa più tranquillo e manifesta minori tendenze distruttive. Tuttavia solo se si può essere pienamente sicuri della sua affidabilità lo si può lasciare libero di girare incustodito, in caso contrario è preferibile lasciarlo al sicuro nella gabbia quando non ci si può occupare di lui.
All’aperto

Se si porta il coniglio all’aria aperta occorre prendere ogni precauzione per evitare incidenti e fughe. Il luogo scelto deve essere tranquillo in modo che l’animale non si spaventi per rumori o per la presenza di persone, animali o macchine, soprattutto durante le prime uscite. Un buon sistema per tenere il coniglio sotto controllo consiste nell’applicargli un
guinzaglio a pettorina, anche se alcuni conigli non vi si adat- tano e rifiutano di muoversi. Un altro buon sistema è di costruire una recinzione, sia temporanea sia permanente, in cui custodire l’animale. A meno che non si tratti di una recin- zione assolutamente sicura, è sempre bene tener d’occhio il coniglio per verificare che non scappi o che non venga aggredito da cani o gatti. Non bisogna dimenticare che i conigli possono scavarsi rapidamente una via di fuga al di sotto di una rete.
Se il coniglio è tenuto all’aperto, anche sono temporanea- mente, deve avere la possibilità di ripararsi dal sole, dalla pioggia e dal freddo. Il calore eccessivo, in particolare, rap- presenta un grave pericolo, perché i conigli non sudano e sono predisposti a sviluppare un colpo di calore se sono esposti a temperature ambientali elevate senza possibilità di riparo.
I conigli sopportano bene le temperature basse, ma si devo- no evitare sbalzi di temperatura come il passaggio dal calore dell’appartamento al freddo dell’inverno.

Riproduzione

Se pensate di far riprodurre la vostra coniglia il consiglio migliore è di non farlo: di conigli abbandonati o bisognosi di una casa ce ne sono fin troppi, e non è il caso di contribuire ad aggravare la situazione. Inoltre si pone poi il problema di trovare una sistemazione adeguata ai piccoli; molte volte, nell’impossibilità di trovare direttamente una famiglia che adotti i coniglietti, si ricorre al negozio di animali per libe – rarsene. In questo modo non vi è alcuna garanzia che i pic- coli verranno affidati a persone responsabili (il negoziante non è tenuto ad indagare sulle buone intenzioni dell’acqui- rente). Non solo: buona parte dei coniglietti in vendita nei negozi sono acquistati come animali da pasto per boa e pito- ni, una prospettiva molto triste ma perfettamente legale (e
che non deve essere motivo di scandalo: basta pensare alle migliaia di conigli allevati per essere macellati).
Di seguito troverete ugualmente delle informazioni sulla riproduzione, nel caso aveste adottato o inavvertitamente acquistato una coniglia già gravida.

I conigli sono riproduttori molto precoci e prolifici; la matu- rità sessuale si verifica tra i 4 e i 6 mesi di età (è più antici- pata nelle razze nane e più tardiva in quelle di maggiori dimensioni). La stagione riproduttiva nei climi miti dura
tutto l’anno.
Le coniglie non hanno un vero e proprio ciclo estrale, bensì un periodo di recettività di 7-10 giorni, in cui sono fertili ed accettano il maschio, seguito da un periodo di non recettività di 1-2 giorni, in cui si sviluppano nuovi follicoli.
L’estro è poco appariscente; la recettività è indicata da un aumento della vulva (caratteristica che tuttavia è incostante), atteggiamento di monta, irrequietezza, sfregamento del mento. L’ovulazione è indotta dall’accoppiamento, ma può verificarsi anche per altri stimoli, in assenza del maschio. Se l’accoppiamento non è fecondo o se la coniglia ovula senza essersi accoppiata si può verificare una pseudogravidanza, o falsa gravidanza, della durata di circa 18 giorni, con ingros- samento delle mammelle e formazione del nido. La coniglia può avere da 4 a 8 cucciolate all’anno, e da 3 a 12 piccoli
per cucciolata, con una media di 7, tuttavia un’attività ripro – duttiva così intensa è deleteria per la sua salute e sicuramen- te è sconsigliabile negli animali tenuti come pet. La gravi –
danza dura mediamente 31-32 giorni con un range di 29-35.

La coniglia gravida deve essere separata dal maschio o da altri conigli; nella sua gabbia deve essere posta una casetta nido imbottita di paglia, fieno o stracci. Prima del parto la futura madre prepara il nido strappandosi del pelo con cui imbottisce il nido. Questo fenomeno è molto importante per la sopravvivenza della nidiata: sono, infatti, dei feromoni presenti nel pelo del nido che attireranno la madre verso i piccoli e la spingeranno a fornire loro le cure di cui hanno bisogno.

I piccoli nati sono completamente inetti, nudi, ciechi e con le orecchie chiuse. Dopo il parto il nido con i piccoli non deve essere toccato, e la coniglia va disturbata meno possibile, altrimenti si può verificare l’abbandono della cucciolata. Il cannibalismo è raro, se la famigliola non viene disturbata.
La coniglia non resta nel nido con i piccoli, al contrario di quanto fanno le gatte; allatta i piccoli solo una o due volte al giorno e resta pochissimo tempo nel nido (circa 5 minuti); questo comportamento è del tutto normale e non va scambia- to con una scarsa attenzione nei confronti dei piccoli.
Per capire se i piccoli sono adeguatamente accuditi, basta osservarli: devono avere la pelle rosa e liscia, e se sfiorati scattano come molle. Se invece la pelle ha un colore scuro e un aspetto raggrinzito, significa che ci sono dei problemi.
I piccoli iniziano a consumare cibo solido intorno alle tre settimane di età, e sono svezzati a 4 – 6 settimane. Inizialmente si lascia loro a disposizione del fieno e del pel- let, e gradualmente si introducono erba e/o verdure. Per una buona socializzazione non è bene togliere i piccoli alla madre prima delle sei settimane, mentre otto settimane è
l’età ideale per darli in adozione. Se si attende più a lungo si possono avere problemi di gravidanze indesiderate.

Le cure

La pulizia

Il coniglio è un animale molto pulito e non necessita di cure particolari. Può essere utile spazzolare il mantello (soprattut- to durante la muta, quando vi è un abbondante ricambio
della pelliccia) per asportare il pelo morto. Questa operazio- ne è particolarmente importante nelle razze a pelo lungo, e va condotta quotidianamente per evitare che il pelo si infel – trisca e formi dei nodi. I nodi vanno eventualmente tagliati via, perché se vengono ingoiati dal coniglio durante la puli- zia possono causare pericolosissime ostruzioni intestinali. Anche se raramente se e presenta la necessità, il coniglio
può essere lavato, con l’accortezza di non fargli prendere
freddo. La possibilità che accetti un bagno dipende dal carat- tere individuale: alcuni si lasciano lavare senza difficoltà, soprattutto se sono abituati da piccoli, per altri rappresenta
un evento traumatico al quale reagiscono molto male. In quest’ultimo caso è meglio non insistere, tanto più se se si tratta di un coniglio che ha problemi di salute o difficoltà respiratoria: lo stress può anche causare un arresto cardiaco. Per il bagno si può utilizzare uno shampoo delicato per bam – bini oppure un prodotto dermatologico specifico per gatti.
Lo shampoo deve essere accuratamente risciacquato, dopo di che si deve asciugare con cura prima frizionando con degli asciugamani e poi utilizzando l’asciugacapelli regolato al minimo. Durante la stagione calda può anche essere messo
ad asciugare all’aperto.
Può capitare che, per vari motivi, il coniglio abbia la zona intorno all’ano sporca. In tal caso lo si può lavare sostenendo il posteriore e mettendo la parte sporca sotto il rubinetto, facendo scorrere dell’acqua tiepida. Mentre una persona sostiene il coniglio, l’altra lava delicatamente sotto l’acqua corrente.

Il taglio delle unghie

In genere i conigli che vivono in casa senza la possibilità di scavare hanno problemi di eccessiva crescita delle unghie, che devono essere periodicamente tagliate per evitare che si spezzino o crescano in direzioni anomale; l’operazione viene condotta utilizzando un piccolo tronchese per le unghie dei gatti, reperibile nei negozi per animali. Nei conigli con le unghie non pigmentate si vede chiaramente la parte irrorata,
di colore rosa, alla base dell’unghia, che non deve essere tagliata; nelle unghie colorate questa si distingue meno bene, per cui le prime volte fatevi mostrare dal veterinario o da
una persona esperta fino a che punto si può tagliare senza danno. Se per errore l’unghia viene accorciata troppo e san- guina, è sufficiente tenere premuta la parte alcuni minuti, finchè il sangue non coagula.

La sterilizzazione

La sterilizzazione consiste in un intervento chirurgico che rende l’animale incapace di riprodursi; a questo scopo nel maschio si asportano i testicoli e nella femmina l’utero e le ovaie. Con la sterilizzazione inoltre cessa l’effetto degli ormoni sessuali sul cervello, in modo che viene eliminata la loro influenza sul comportamento. I conigli sterilizzati ten- dono a sporcare meno fuori dalla cassetta, perché sentono meno lo stimolo a marcare il territorio con l’urina e le feci. I maschi smettono di montare i piedi o le mani del proprieta- rio, e le femmine non vanno incontro alla pseudogravidanza. In generale, i conigli sterilizzati, sia maschi che femmine, sono più socievoli e docili, meno frustrati ed aggressivi. Nella coniglia, la sterilizzazione presenta il vantaggio di pre- venire le malattie dell’utero, in particolare i tumori, che pos- sono essere frequenti dopo i cinque anni di età.

Le vaccinazioni

I conigli devono essere vaccinati contro due malattie, la mixomatosi e la malattia emorragica virale. La diffusione di queste malattie può variare secondo le località, per cui in caso di dubbio chiedete informazioni al vostro veterinario oppure presso il più vicino Istituto Zooprofilattico. Il veteri- nario deciderà il tipo e la frequenza delle vaccinazioni, secondo l’età, la situazione locale ed il tipo di vaccino. La vaccinazione viene sempre preceduta da un’accurata visita clinica per controllare lo stato di salute del coniglio. Molti veterinari preferiscono somministrare i due tipi di vaccini a distanza di circa 15 giorni uno dall’altro, per minimizzare l’incidenza di eventuali effetti collaterali (inappetenza, dolo- rabilità locale), e anche perché non si conosce l’effettiva risposta vaccinale quando i due vaccini vengono sommini- strati contemporaneamente.
Le vaccinazioni sono senz’altro consigliabili, anche se il

12
coniglio vive in appartamento, perché la trasmissione può avvenire tramite insetti vettori, e sono entrambe malattie molto gravi che il vaccino previene efficacemente.

Mixomatosi

Storia della malattia
La mixomatosi è una malattia virale molto contagiosa e che provoca nel coniglio un’elevata mortalità. E’ stata segnalata per la prima volta nel 1896 in Sud America, dove aveva pro- vocato una gravissima epidemia nelle popolazioni locali di conigli, che erano stati importati all’inizio di quel secolo. In seguito si scoprì che il virus responsabile della malattia nei conigli era endemico nella specie locale di lagomorfi selvati- ci, Sylvilagus brasiliensis, che ospitavano il virus, fungendo da “serbatoio”, ma che non si ammalavano (questo tipo di fenomeno si verifica quando un virus si è adattato a convive – re con la specie animale che infetta, provocandole un distur- bo minimo).
Nel 1950 il virus è stato diffuso in Australia dalle autorità allo scopo di decimare i conigli, che importati due secoli prima, si erano replicati in tal numero da rappresentare una minaccia per la flora e la fauna locali. Dopo un’iniziale deci- mazione di questi lagomorfi, il virus nel giro di pochi anni si è attenuato, dando luogo ad un ceppo meno virulento e diventando endemico nella popolazione di conigli che ripre – sero ad aumentare di numero. Oggi il virus australiano ucci- de solo il 40% degli animali colpiti, anche per un fenomeno di selezione degli individui più resistenti.
Nel 1952 in Francia la malattia fu deliberatamente diffusa tra i conigli allo scopo di decimare le popolazioni selvatiche che danneggiavano l’agricoltura. Da lì la malattia si diffuse in tutta Europa, causando la morte di milioni di conigli sel- vatici e domestici, e diventando endemica. In Europa convi –
vono sia la forma originale molto virulenta, sia un ceppo più attenuato del virus della mixomatosi.

Trasmissione
La malattia può trasmettersi sia direttamente (un coniglio ammalato infetta uno sano che gli sta accanto) tramite l’ac- coppiamento o il reciproco contatto, sia in modo indiretto attraverso vari tipi di vettori, in particolare insetti e artropodi (zecche, acari, pidocchi, zanzare, pulci, flebotomi). Pulci e zanzare possono veicolare nel loro interno il virus per lunghi periodi, agendo come serbatoio della malattia. In questo modo il virus ha la possibilità di diffondersi in vaste zone, anche dove non vi è la presenza di conigli infetti.

Sintomi
L’andamento può essere acuto, subacuto o cronico; alcuni conigli sono portatori asintomatici, vale a dire che contrag- gono il virus, e sono anche in grado di diffonderlo nell’am – biente, ma non manifestano sintomi.
L’incubazione è di 5-15 giorni. I sintomi comprendono: abbattimento, congiuntivite, scolo dagli occhi, rigonfiamenti cutanei sulla testa e gli arti, infiammazione degli organi genitali.
La morte sopravviene in 5-10 giorni. Esiste anche una forma
caratterizzata da congiuntivite e sintomi respiratori, senza lesioni cutanee, ma con edema dei genitali. La mortalità è elevata, e non esiste alcuna terapia. La maggior parte dei conigli che sopravvivono all’infezione diventano resistenti e non si ammalano più, ma possono restare per lungo tempo veicolo di contagio per altri conigli.

Vaccinazione
La vaccinazione per la mixomatosi è sicura, efficace e quasi sempre priva di effetti collaterali (molto raramente il coni- glio manifesta un breve periodo di minor vivacità o minor appetito). La prima vaccinazione si può eseguire già a 30 giorni di età; il veterinario in seguito stabilisce la frequenza dei successivi richiami. La protezione offerta da questo tipo di vaccino dura 4- 6 mesi.

Legislazione La mixomatosi è una malattia a denuncia obbligatoria. La legge prevede che ogni coniglio infetto sia ucciso e distrutto, e che il caso sia riportato alle autorità sanitarie.

MEV (Malattia Emorragica Virale)

Sinonimi
Malattia X
Viral Haemorrhagic Disease – VHD Rabbit Haemorrhagic Disease – RHD Rabbit Calicivirus Disease – RCD

La Malattia Emorragica Virale (MEV) è una malattia infetti- va acuta del coniglio caratterizzata da gravi lesioni polmona- ri ed epatiche. L’agente responsabile è un calicivirus specifi – co del coniglio, che non colpisce nessun’altra specie anima- le.

Storia
La malattia fa la sua comparsa per la prima volta in Cina nel
1984 (in precedenza la malattia era completamente scono- sciuta), in conigli angora importati dalla Germania. In meno di nove mesi si diffonde in un’area di 50.000 km quadrati uccidendo mezzo milione di conigli. Nel 1986 raggiunge l’Europa, dove si diffonde in modo inarrestabile
Nel 1995 in Australia venne presa in esame la possibilità di utilizzare il virus della MEV nella lotta biologica ai conigli, che avevano invaso il continente. Il virus fu introdotto speri – mentalmente in una piccola isola a 4 km dalle coste meridio – nali dell’Australia, ma dopo soli sette mesi sfuggì al control – lo e iniziò imprevedibilmente a diffondersi sul continente iniziando l’invasione dell’Australia. Ogni tentativo di conte-
13
nere la diffusione del virus fu vano, e si decise di lasciare che si replicasse liberamente, sfruttando la sua azione deva – stante per contenere la popolazione di conigli. Si calcola che abbia ucciso 10 milioni di conigli in sole otto settimane.
Nel 1988 la malattia arrivò in Messico, ma venne eradicata
tramite la distruzione di decine di migliaia di conigli.
La MEV ha fatto il suo ingresso ufficiale negli Stati Uniti a partire dal 2000, con tre focolai confermati dalle autorità sanitarie.

Patogenesi
La via di ingresso principale del virus nell’organismo del coniglio è orale (attraverso la bocca), ma è possibile anche la diffusione attraverso l’aria e l’inoculazione. Il coniglio infetto diffonde il virus tramite secreti ed escreti (saliva, lacrime, urina, ecc.). La malattia si trasmette sia per via diretta (per contatto diretto con un coniglio ammalato) sia indiretta (anche tramite insetti vettori: pulci, mosche, zanza- re), e colpisce solo i conigli al di sopra di 30-50 giorni di vita. Il tempo di incubazione è di 36-72 ore. La mortalità è altissima (80-100% nei conigli sopra i due mesi di vita), e non esiste alcuna terapia. Il virus è molto resistente nell’am- biente.

Sintomi
Un sintomo tipico è rappresentato dalla morte improvvisa del coniglio; non di rado il proprietario esce di casa lascian-
do l’animale in perfette condizioni e rientra trovandolo
morto. Talvolta sono presenti segni di tipo neurologico: testa piegata all’indietro, incoordinazione, movimenti di pedala – mento delle zampe, crisi eccitative. In alcuni casi si osserva la fuoriuscita di liquido emorragico dalle narici.
La morte è causata da un’alterazione massiva della coagula- zione del sangue, che causa emorragie in tutti gli organi, in particolare nei polmoni.

Vaccinazione
In commercio esistono due tipi di vaccini spenti (a virus ucciso). La prima dose va somministrata dopo i due mesi di età e in seguito si effettua un richiamo ogni sei-dodici mesi (secondo il tipo di vaccino) per tutta la vita del coniglio.

In caso di gravidanza la vaccinazione contro la MEV non ha controindicazioni.

Legislazione
La MEV è una malattia a denuncia obbligatoria; il regola – mento di polizia veterinaria prevede l’abbattimento dei coni- gli infetti e la distruzione delle carcasse. Questa patologia non costituisce alcun rischio per la salute umana.

Marta Avanzi